Il concerto rock 2009
a favore di ADISCO e
della Milano Cord Blood Bank
Certo, le Rickenbacker di John Lennon e George
Harrison non cerano, e nemmeno la batteria di Ringo
Starr, esposte in altri Rock Café. Ma i musicisti cerano
proprio tutti l8 giugno allApollo Caribe di via Procaccini
- da Elvis The Pelvis con Blue suede shoes, a Eric
Clapton con Before you accuse me, ai Beatles con Hey Jude', ai Rolling Stones con Satisfaction, ai
Creedence Clearwater Revival con Proud Mary, a Bob
Dylan con Dont think twice, its all right, a Jimi Hendrix
con Hey Joe e a molti altri - per celebrare con le loro
canzoni lo strumento maggiormente legato alla storia
del rock: la chitarra. Acustica, come quella che usava
negli anni Trenta sul delta del Mississippi Robert
Johnson, uno dei padri fondatori del blues, per accompagnare Rambling on my mind; o semiacustica, molto
amata dai jazzisti; elettrica solid body come le mitiche
Telecaster e Stratocaster costruite da Leo Fender o la
Les Paul con i pickup humbacker e la Diavoletto
della Gibson; a sei corde, di nylon o di metallo, lisce o
rugose, suonata con le unghie o con il plettro e amplificata,
ovviamente meglio se con un valvolare, in presenza
di numerosissimi effetti, primo fra tutti il distorsore , capace di farla cantare come uno strumento a
fiato; infine, nella versione a 12 corde, assai ricca di
armonici e molto popolare nel periodo di maggior
splendore della folk music.
È stata lei - la chitarra - la regina dello spettacolo-concerto
multimediale COVER ME scritto da Fabio
Albertani e Andrea Lavezzoli e condotto con eleganza
da Jocelyn, cui hanno partecipato oltre 300 amici di
ADISCO, che con il loro contributo alla serata hanno
permesso di raccogliere i fondi necessari per una
borsa di studio di un giovane ricercatore della Milano
Cord Blood Bank del Policlinico.
Quattro band milanesi - i Rokkodrilli, i Docks Docs, the
Steam Train Band e i Sounds of Seattle - hanno eseguito
oltre 20 cover di canzoni di successo planetario
che hanno caratterizzato le principali tappe della storia del rock, mentre sullo schermo scorrevano immagini
dellepoca guidate dalla voce narrante di Karin Nimatallah. Abbiamo così rivisto qualche spezzone di
Elvis sotto le armi, un giovane Bob Dylan che canta in
una delle prime formazioni elettriche al festival di
Newport, listeria delle giovanissime fans al concerto
dei Beatles al Vigorelli di Milano, le folate di vento che
hanno caratterizzato lesecuzione di Get Back sul tetto
del palazzo gli Apple Studios di Saville Row a Londra,
scene da Woodstock, lenergia esplosiva di Eric
Clapton - nonostante il soprannome di slow hand - in Cocaine e molti altri filmati.
Il concerto, curato per molti aspetti organizzativi da
Stefania Montani e sponsorizzato dalla Fondazione
CARIPLO e dal Comune di Milano, ha rappresentato
per molti dei presenti unopportunità di rivivere un
periodo storico caratterizzato non tanto e non solo da
significativi momenti di trasgressione e rottura con il
passato ma anche e soprattuto da grande innovazione,
dirompente energia e incontenibile creatività.
La serata si è conclusa con una graditissima sorpresa:
larrivo di Shel Shapiro, mitico leader dei Rokes negli
anni 60, che ha cantato alcuni dei suoi grandi successi.
Ovviamente, lultimo pezzo è stato Cè una strana
espressione nei tuoi occhi, cantato da Shel con quel
simpaticissimo accento inglese che non ha perso dopo
oltre 30 anni di vita in Italia e che lo ha reso popolare
fra i suoi fans nostrani. È a questo punto che, dopo un
paio dore di ballo a tutto volume, ha fatto capolino un
po di nostalgia fra coloro dei presenti - ed eravamo in
molti, compresi i sottoscritti - che hanno vissuto in diretta
molti degli eventi riproposti nel corso della serata.
Mentre le band riponevano le chitarre, tutti i partecipanti
hanno avuto accesso ad un graditissimo spuntino di
mezzanotte a base di pane, salame, grana e vino doc
offerto da un generoso sostenitore di ADISCO.
Ci siamo dati appuntamento a giugno dellanno prossimo,
con lobiettivo di poter sostenere tramite ADISCO
un altro giovane ricercatore.